| ONESTA' INTELLETTUALE Rubrica di opinione tenuta da Franco Caminiti Per esprimere il proprio parere sulle opinioni di questa pagina scrivere a caminiti@epinet.it |
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Lodo Alfano e Porcellum: le leggi contestate che piacciono a
tutti.
27 maggio 2009
Seguivo ieri sera Ballarò, trasmissione
coraggiosa quanto basta; un po' di parte, come tante altre: Floris
come Santoro, Vespa come Lerner, asserviti al loro vero padrone che
è il consenso del pubblico, gli ascolti, la sicurezza dello
stipendio a fine mese.
E notavo in Ballarò, come in tutte le
altre, più o meno 'accese' , trasmissioni televisive, come le parti
siano schierate ognuna con le proprie ragioni, inconfutabili, le
proprie certezze irremovibili. Ed allora mi dico: siccome la verità
non può essere una e, nello stesso tempo, il suo esatto contrario,
se una parte politica esprime una convinzione e la parte avversa ne
esprime un'altra diametralmente opposta, una delle due parti ha
ragione e l'altra ha torto. Ora, siccome questi speaker di partito
tutto possono essere tranne che stupidi, sono ben coscienti di ciò
che dicono per cui, una delle due parti mente sapendo di mentire. I
conduttori lasciano che i rappresentanti di opposte fazioni si 'scannino'
tra di loro, mai intervenendo per aiutare il pubblico a capire, ad
orientarsi. La rissa televisiva fa ascolti, lo hanno appreso e la
stimolano anche programmi come 'Amici' (amici!?), per non parlare
dei reality.
L'onestà intellettuale che andrebbe ben
distinta dall'onestà bigotta di chi non ruberebbe mai un centesimo
ma poi sparla sul vicino di casa, l'onestà che presupporrebbe di dar
ragione a chi ce l'ha, anche se è nostro avversario, mi chiedo:
dov'è finita? Dov'è finita la capacità e il coraggio del giudizio
sereno sulle cose e sugli eventi anche se quel giudizio espresso
pubblicamente non tornerebbe a vantaggio della nostra parte, dei
nostri interessi?
Venendo alla politica ed ai fatti di
oggi: si fa un gran parlare del 'lodo Alfano' che mette al sicuro il
nostro premier da conseguenze giudiziarie, ma siamo certi che
qualora la sinistra tornasse al governo abolirebbe la legge? No, non
la abolirebbe. Farebbe la solita pantomima di una proposta di
abrogazione portata in Parlamento che poi, per univoca posizione
trasversale, non viene approvata. Potrebbe passare, semmai, una
proposta di modifica, non abrogando il privilegio quindi ma, per
maggiore liberalità ed equità, e giustizia, estendendolo ad altre
importanti cariche dello Stato: tutti i ministri, ad esempio, perché
no? tutti i governatori, e via così. Una impunità istituzionale,
voluta da Berlusconi quando ne aveva necessità, ma che non
dispiacerebbe a nessuno, come le auto blu di cui né la destra
moralista né la sinistra più radicale si privano.
Un altro esempio: la legge che toglie le
preferenze e dà un vergognoso potere di 'nomina' ai capi di partito,
la legge 'porcata' che, in fondo, ammettiamolo, piace a tutti i
partiti, o almeno a tutti i loro dirigenti. Non mi sembra che
qualche leader si sia incatenato su una guglia del Duomo di Milano
per protestare; per dire: 'Non è giusto, è il popolo che deve
decidere chi lo rappresentarà in Parlamento'. Il firmatario della
legge 'porcata' intanto è stato premiato per il suo coraggio con una
bella poltrona da ministro. Perché così vanno le cose in certi paesi
del terzo mondo. E, purtroppo, anche in Italia.
Franco Caminiti
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